lunedì 22 aprile 2019

Sisma Filippine, grida dalle macerie

@ - Governatrice provincia, difficili i soccorsi, manca corrente
Sotto le macerie di una palazzina e di un centro commerciale crollati per il terremoto di magnitudo 6.3 che ha colpito le Filippine, ci sono ancora persone vive, intrappolate: "I soccorritori ci dicono che si sente gente gridare, che implora di essere salvata", ha dichiarato la governatrice della provincia di Pampanga, a nord-ovest di Manila, Lilia Pineda. I morti accertati finora sono otto. Calata la notte, i soccorsi continuano, ma il lavoro è difficile perché manca la corrente elettrica e si cerca un generatore per poter entrare fra le macerie.

Vaticano, Papa Francesco travolto dalla valanga: "Neanche una parola sulle stragi. Invece sui migranti..."

Vietato parlare di strage di cristiani in Sri Lanka. Una nuova valanga su Papa Francesco all'indomani delle terrificanti carneficine nelle chiese di Colombo, che recano la firma di gruppi terroristici islamici attivi nell'ex Ceylon. Molti hanno notato, sgomenti, che su Twitter l'account ufficiale del Santo Padre, @Pontifex_it (decisamente più di un canale istituzionale), non una riga ha riservato alla condanna del gesto sanguinoso né al ricordo delle quasi 300 vittime (oltre a 500 feriti). Certo, c'è stato un fugace messaggio di cordoglio durante l'omelia dalla finestra di San Pietro, domenica. Ma l'ultimo post su Twitter è di oltre 24 ore fa, e come i precedenti recita messaggi eucaristici ed evangelici pasquali, senza alcun riferimento alla drammatica attualità che pure chiamerebbe in causa direttamente l'esistenza stessa della Chiesa nella aree a rischio del mondo. 

Non solo, dunque, Bergoglio proprio come Obama e Hillary Clinton, "fari progressisti" del mondo occidentale anche sui social, sembra disinteressarsi degli agguati (e molti che a sinistra ne parlano preferiscono non citare mai il fatto che le vittime siano cristiane). C'è di più: come sottolinea polemicamente anche Daniele Capezzone sempre via Twitter, insieme ad altri fedeli d'ispirazione conservatrice, durante l'Angelus pasquale il Pontefice "ha trattato l'eccidio in Sri Lanka come una pratica da sbrigare in 30-40 secondi per poi passare al tema successivo, uguale al precedente". Indovinate quale? Migranti e accoglienza: il solito, insomma.

Sri Lanka, nuova attacco vicino alla chiesa di Sant’Antonio: il momento dell’esplosione del furgone

@Nuova esplosione in un furgone vicino ad una chiesa a Colombo, capitale dello Sri Lanka, mentre gli artificieri stavano disinnescando l’ordigno. La polizia ha inoltre trovato 87 detonatori vicino la principale stazione di autobus di Colombo. Dietro gli attacchi di Pasqua, ha riferito il governo, c’è un gruppo jihadista locale, il National Thowheed Jamath. Il governo ha anche ammesso grosse falle nella sua intelligence. L’attacco, che ha visto in azione 7 kamikaze, è avvenuto con l’aiuto di una rete internazionale. E’ intanto salito a 290 morti il bilancio delle vittime. Hanno perso la vita tre dei quattro figli del patron danese di Asos. Le autorità hanno annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20 locali. “Tutti condannino questi atti disumani”, ha detto Papa Francesco.

Elezioni Ucraina, Zelensky presidente con oltre il 70% dei voti. Il comico ha battuto Poroshenko: “Non vi deluderò mai”

@ - "I Paesi dell'ex regione sovietica ci guardino: tutto è possibile", ha detto nel suo primo discorso dopo gli exit-poll. Zelensky ha deciso di candidarsi mentre stava interpretando il ruolo di un insegnante di storia che diventa presidente quasi per caso alla testa del partito Servitore del popolo, nome che ha dato al suo vero movimento. Il presidente uscente ammette la sconfitta. E Mosca esulta: "Ucraini vogliono il cambiamento".

Il prossimo presidente dell’Ucraina – secondo i primi exit polldopo il ballottaggio – sarà Volodymyr Zelensky. Il comico – candidatosi senza alcuna esperienza politica – è dato in vantaggio sul presidente uscente Petro Poroshenko con il 73% dei consensi. “Questi dati – ha affermato Poroshenko ammettendo la sconfitta – sono evidenti e mi danno tutti i motivi per chiamare il mio avversario e fargli le congratulazioni. Accetto questa decisione, lascio le mie funzioni ma voglio dire con fermezza: non lascio la politica”. Poco dopo Zelensky ha detto davanti ai suoi sostenitori: “Vi prometto che non vi deluderò mai”. E poi, rivolgendosi ai Paesi dell’ex Urss, ha aggiunto: “Un’ultima cosa: mentre non sono ancora ufficialmente presidente, posso dire a tutti i Paesi della regione post-sovietica, come cittadino ucraino. Guardateci, tutto è possibile”.

La sua vittoria al ballottaggio delle presidenziali è stata festeggiata da Mosca. Secondo il viceministro degli Esteri, Grigori Karassine, gli ucraini “hanno votato per il cambiamento”. La dichiarazione è stata diffusa dalla testata russa Ria Novosti: “Gli exit-poll mostrano che i cittadini ucraini hanno votato per il cambiamento – ha aggiunto Karassine – Il nuovo governo del Paese deve capire e realizzare le speranze degli elettori”.

Zelensky ha deciso di candidarsi mente stava interpretando il ruolo di un comune insegnante di storia, Vasyl Holoborodko, che diventa presidente quasi per caso alla testa del partito Servitore del popolo grazie a un suo sfogo contro la corruzione, filmato di nascosto da un alunno e postato su Youtube. Il comico ha deciso di dare lo stesso nome al suo vero partito e ha puntato tutta la sua campagna elettorale contro la corruzione e gli oligarchi, rifiutando qualsiasi confronto pubblico con i suoi sfidanti.

Solo a pochi giorni dalle elezioni ha concesso un faccia-a-faccia a Poroshenko che si è svolto nello stadio Olimpico di Kiev con 22mila persone sugli spalti. Prima, ha sempre affidato la sua comunicazione a spettacoli teatrali e dirette sui social network. Pur riuscendo a convincere un gran numero di ucraini, Zelensky non ha fatto braccia nella comunità internazionale venendo attacco dagli analisti stranieri.

Da un lato, infatti, non ha mai presentato un programma elettorale dettagliato e dall’altro viene descritto come un filo-russo – mentre Poroshenko durante il suo mandato ha puntato ad ancora l’Ucraina all’Unione Europea e alla Nato – nonché il volto dell’oligarca ucraino Igor Kolomoisky, il proprietario del canale televisivo che trasmette la serie tv Servitore del popolo che ha “ispirato” Zelensky. Kolomoisky è attualmente indagato per corruzione e riciclaggio.

Nelle ore del voto Zelensky è stato multatoper aver mostrato ai giornalisti la scheda elettorale compilata prima d’immetterla nell’urna. Accortosi della gaffe ha scherzato con i reporter: “Ah, è contro la legge? Allora non vi ho fatto vedere nulla…”. Ma ormai era troppo tardi: nel primo pomeriggio al suo quartier generale si sono presentate le forze dell’ordine e gli hanno fatto compilare il verbale (il tutto ampiamente documentato da immagini). “Giusto, ho infranto la legge e la legge è uguale per tutti”, ha commentato Zelensky. Dmitry Razumkov, il portavoce della sua campagna elettorale, ha pubblicato su Facebook le foto del verbale. “Nuovo presidente, nuove regole”, ha scritto. “Tutti – ha aggiunto – devono rispettare la legge”.

domenica 21 aprile 2019

Per la Cina - Cogliere nuove opportunità, progettare insieme lo sviluppo. Prospettive per i rapporti commerciali bilaterali sino-italiani

@ - Dall'inizio della crisi economico-finanziaria del 2008 sono trascorsi 10 anni. In questi ultimi dieci anni, grazie all'impegno congiunto della comunità internazionale, l'economia mondiale è passata da una fase "di lentezza da crisi" a una di "rapida accelerazione"

Secondo il rapporto "Prospettive e trend di crescita dell'economia mondiale per il 2018" delle Nazioni Unite, nel 2017 due terzi dei Paesi del mondo hanno registrato un trend di crescita economica e questa, a livello mondiale, ha raggiunto il 3%, il punteggio migliore dal 2011. Le proiezioni per il 2018 e 2019 prevedono che la crescita continui ad attestarsi intorno al 3%.
Abbiamo notato che l'economia mondiale, se da un lato ha registrato un trend di accelerazione di ampia portata, dall'altro sta vivendo profondi cambiamenti su più livelli. In primo luogo, si è verificato un mutamento nei motori della crescita e un trend che ha visto emergere una nuova rivoluzione industriale e tecnologica con nuovi settori, nuovi modelli e nuovi ecosistemi di business che si moltiplicano a vista d'occhio. In che modo si possa trasformare questa rivoluzione tecnologica in un nuovo propulsore della crescita è già divenuto l'obiettivo più importante su cui converge l'impegno di tutti i Paesi. In secondo luogo vi è il più importante mutamento in corso nello sviluppo globale: quello che punta a creare una crescita più generalizzata, di qualità e sostenibile ed è divenuto l'obiettivo più importante che l'intera comunità internazionale persegue. Il terzo punto è rappresentato dal processo di profonda trasformazione della globalizzazione economica. Dopo un decennio di sviluppo importante la globalizzazione economica, sia dal punto di vista della forma che nei contenuti, deve affrontare una nuova domanda che richiede un riassetto generale che vada verso un sistema di maggiore inclusione, uguaglianza, equità e giustizia. In quarto luogo, vi è la profonda trasformazione del sistema di governance economica internazionale incentrata sul supporto al multilateralismo, alla ricerca di negoziati e di un processo di costruzione aperta a tutti e condivisa; incentrata sulla creazione di rapporti di partenariato più stretti e sulla costruzione di un destino comune per tutta l'umanità che è ormai divenuto una tendenza inevitabile per la governance economica mondiale.

Di fronte alle nuove problematiche e alle nuove sfide rappresentate dall'economia mondiale, la Cina, in qualità di seconda economia del mondo e di importante motore della crescita mondiale, è impegnata nell'esplorazione attiva di queste nuove vie di sviluppo e nella loro attuazione con coraggio. Negli ultimi cinque anni, il governo cinese ha tentato di adattarsi, di cogliere le occasioni e di guidare questo nuovo trend economico, spingendo l'economia cinese nella direzione di uno sviluppo di qualità, più efficiente, più equo e sostenibile. Abbiamo approfondito le riforme sistemiche e sistematiche del Paese, promosso 360 piani di riforma di ampio respiro e 1500 singoli provvedimenti riformatori. Nei settori più importanti e sugli aspetti ritenuti cruciali le riforme hanno già ottenuto risultati incoraggianti e i frame-work concreti di riforma nei principali comparti industriali sono stati confermati. Abbiamo accelerato la costruzione di un sistema economico aperto, trasformato il modello di commercio estero e di investimenti precedente e continuato a promuovere un innalzamento di livello nel commercio estero trasformandolo da uno basato sulla quantità a uno incentrato sulla qualità. Ci stiamo impegnando per far sì che la Cina divenga una grande piattaforma che faccia da catalizzatore per tutti i fattori innovativi, sia che si tratti di infrastrutture che di sistemi economici, che si tratti di modelli di business o di quelli di consumo, svolgerà il ruolo di motore per la crescita dell'innovazione. Ci impegniamo per migliorare l'inclusione e la condivisione nello sviluppo, per ridurre le disparità di reddito tra le zone urbane e rurali, continuare ad ampliare i gruppi a medio reddito. La creazione di nuovi posti di lavoro nelle zone urbane e rurali ha mantenuto un ritmo stabile negli ultimi quattro anni, superando i 13 milioni di persone occupate; più di 60 milioni di persone sono stati sollevati dalla povertà in modo stabile. Lo sviluppo eco-sostenibile ha ottenuto importanti risultati e il consumo di risorse energetiche è diminuito, mentre è stata migliorata la gestione dell'ambiente e degli ecosistemi. Tra il 2014 e il 2017, l'economia cinese ha registrato un tasso medio di crescita del 7,2%, contribuendo per il 30% alla crescita economica mondiale e divenendo uno dei motori principali che trainano la crescita economica mondiale.

Il XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese svoltosi nel 2017, nel tirare le somme del lavoro svolto negli ultimi 5 anni, ha determinato il blue-print per lo sviluppo e le azioni per il socialismo con caratteristiche cinesi della nuova era. Tutto questo ha avviato una nuova era nello sviluppo economico cinese e un nuovo processo e ha contribuito a creare la "proposta cinese" e a iniettare "la forza della Cina" per promuovere lo sviluppo sano e rapido dell'economia mondiale. La Cina post- XIX Congresso mostra maggiore apertura nei confronti del mondo e sta sviluppando un'economia sempre più aperta su più livelli, in più settori e in modo più esteso. Mentre porta avanti il suo sviluppo interno, Pechino punta anche a creare nuove opportunità per il mondo intero.

1. Le opportunità che la crescita di un mercato di consumatori di alto e medio livello porterà ai fornitori internazionali.
In seguito alla crescita sostenuta dell'economia cinese, il reddito disponibile pro-capite dei cinesi è aumentato costantemente, la domanda dei consumatori cinesi di prodotti di alta qualità, brandizzati, più vari è cresciuta. Il terziario, in particolar modo lo sport, la cultura, il turismo e l'industria dell'informazione hanno registrato un rapido sviluppo e sono emersi nuovi gruppi di consumatori di fascia medio-alta. Secondo il "Rapporto mondiale 2017 sui beni di lusso" della società di consulenza strategica Bain &Company, nel 2017, il 32% delle vendite a privati di beni di lusso proviene dalla Cina e si stima che nel 2025 il mercato cinese dei beni di lusso raggiunga una portata di 1000 miliardi di renminbi, diventando una delle forze trainanti del settore a livello mondiale. Nonostante vi sia questa rapida crescita della domanda da parte di consumatori di fascia medio-alta, il mercato interno dell'offerta non riesce a stare il passo della domanda e a soddisfarla. Questo genera una grande opportunità di sviluppo per i fornitori internazionali di beni di fascia medio-alta. Sulla scia dello spirito del XIX Congresso del PCC, la Cina migliorerà i sistemi e i meccanismi in grado di promuovere i consumi, aumenterà la portata del ruolo fondamentale che il mercato del consumo gioca sullo sviluppo economico e si impegnerà per creare nuovi settori che possano trainare la crescita. Per farlo, diffonderà la cultura dei consumi di fascia-medio alta, quella del green e dell'economia a basso impatto di carbonio, promuoverà la creazione di catene di fornitura moderne. Secondo le previsioni, nel corso dei prossimi tre anni, il mercato cinese dei beni di consumo registrerà un tasso di crescita medio annuo del 10% e nel 2020 raggiungerà un valore di circa 48 mila miliardi di renminbi.

2. Ammorbidire maggiormente le procedure di ingresso al mercato e creare un ambiente ideale per gli investimenti esteri.
Nel 2015 e nel 2017, la Commissione per lo Sviluppo e le Riforme e il Ministero del Commercio cinesi hanno pubblicato il "Catalogo guida dei settori aperti agli investimenti esteri" che è andato a ridurre il numero dei settori in cui gli investimenti esteri sono limitati o proibiti, elencati al comma 71 del catalogo. Nel 2017, il Ministero del Commercio cinese ha pubblicato rispettivamente "Comunicazione riguardo le misure concrete per l'utilizzo degli investimenti esteri e per ampliare l'apertura" e "Comunicazione sulle misure per promuovere la crescita degli investimenti esteri". Queste misure hanno ridotto le limitazioni all'ingresso degli investimenti esteri da parte di banche e istituti finanziari stranieri, quelli in merito al grado di apertura più ampia dei sistemi di controllo e revisione, del design e delle opere architettoniche, dei servizi di valutazione. Verrà anche promossa l'eliminazione di limitazioni all'ingresso dei capitali esteri in merito di manifattura meccanica nei trasporti, dell'informatica, di internet, della cultura, istruzione, nella logistica. Verrà ampliata la portata dell'apertura nei confronti degli investimenti in 12 settori chiave. Dopo il XIX Congresso, la Cina seguirà la linea guida proposta dal presidente Xi Jinping "creando un sistema di trattamento uguale a quello riservato per le aziende cinesi all'ingresso nel paese e creare un sistema di controllo per le black list, nonché allentare maggiormente le procedure di ingresso sul mercato e ampliare il grado di apertura dell'industria dei servizi. La Cina vuole anche tutelare i diritti legittimi degli investitori stranieri." Il Paese, seguendo questa linea, promuoverà puntualmente la creazione di un sistema di trattamento uguale a quello riservato per le aziende cinesi all'ingresso nel paese e creare un sistema di controllo per le black list di portata nazionale, amplierà l'apertura del settore manifatturiero e accelererà quella dei servizi produttivi e del settore finanziario e attrarrà più imprenditori internazionali a venire in Cina ad avviare le loro attività imprenditoriali.

3. Rafforzare la tutela dei diritti legittimi degli investitori, creare un ambiente di gestione delle attività trasparente ed equo.
Il governo cinese attribuisce molta importanza al lavoro di utilizzo degli investimenti esteri e ottimizzazione dell'ambiente di investimento. Negli ultimi anni, la Cina si è impegnata a fondo per promuovere un sistema di uguaglianza tra investimenti interni ed esteri e di competitività equa. In particolar modo, ha riformato il sistema di gestione e ammorbidito le procedure di ingresso degli investimenti esteri nel Paese; ha migliorato la tutela dei diritti legittimi degli investitori esteri e migliorato l'ambiente di business. Per il lavoro svolto finora su tutti questi fronti, il Paese ha ricevuto forte approvazione e valutazioni positive da tutti i settori. Dopo il XIX Congresso, sotto la guida del pensiero di Xi Jinping per il socialismo con caratteristiche cinesi della nuova era, daremo nuovo impulso all'apertura verso l'esterno portandola a un livello più alto, ottimizzeremo l'ambiente degli investimenti, miglioreremo il sistema giuridico che li regola e promuoveremo la partecipazione equa sia delle aziende nazionali che di quelle straniere nel lavoro di standardizzazione in corso e nelle gare di appalto pubbliche indette dal governo cinese. Inoltre, la Cina tratterà in modo egualitario le merci delle aziende a capitale straniero prodotte sul territorio cinese che siano in linea con i regolamenti e la legislazione vigente. La Cina rafforzerà la tutela dei diritti di proprietà intellettuale delle aziende a capitale straniero, sosterrà l'ampliamento dei canali di finanziamento a loro disposizione e garantirà la libera esportazione dei profitti degli investitori stranieri; inoltre, innalzerà il livello dei servizi business per gli investitori esteri e garantirà una politica per gli investimenti esteri stabile e continuativa. Accoglieremo gli investitori stranieri in Cina con un atteggiamento di sempre maggiore apertura e con azioni forti per far sì che la Cina divenga un hotspot sempre più attrattivo per gli investimenti esteri.

(4) Ampliare la gamma dei modelli di innovazione, entrare in una nuova fase di mutuo vantaggio per gli investimenti esteri
Negli ultimi anni, la portata della politica "go global" delle aziende cinesi si è ampliata sempre di più, gli investimenti esteri cinesi si sono attestati ai primi posti nel mondo. Dopo il XIX Congresso, la Cina seguirà il pensiero guida del presidente Xi Jinping che afferma: "innovare i modelli di investimenti esteri, promuovere la cooperazione energetica internazionale, dare vita a un commercio rivolto al mondo intero, investire nella finanza, nella produzione, nelle reti di servizi, accelerare la formazione nell'ambito della cooperazione economica internazionale e dei vantaggi competitivi". Su questa base, porteremo avanti diverse attività. In primo luogo, innoveremo i modelli di investimenti esteri, guideremo il "go global" delle imprese verso la direttiva degli investimenti negli appezzamenti terrieri, nelle acquisizioni transnazionali, negli investimenti congiunti e così via, per creare un sistema di investimenti esteri solido e con una struttura ottimizzata. In secondo luogo, continueremo a promuovere la costruzione della "Nuova Via della Seta" attraverso la creazione di zone di cooperazione economica all'estero e la costruzione di infrastrutture; creeremo progetti pilota con valore simbolico e amplieremo la cooperazione internazionale in ambito di energia. In terzo luogo, far emergere chiaramente l'effetto qualità della politica "go global" e guidare lo sviluppo delle imprese verso l'innovazione, migliorare il livello di internazionalizzazione dei processi gestionali aziendali e accelerare la preparazione ad affrontare sia la cooperazione sull'economia internazionale che la competitività. Il quarto aspetto è il rafforzamento della capacità di attrazione e di fornitura di servizi rivolti alla cooperazione negli investimenti esteri e il ruolo guida nella gestione a norma delle imprese. Inoltre, la Cina mira a promuovere attivamente lo sviluppo continuativo di una sana cooperazione internazionale in ambito di investimenti esteri e a realizzare uno sviluppo condiviso e basato sul mutuo vantaggio con i Paesi meta o di provenienza degli investimenti.

(5) Promuovere la costruzione della "Nuova Via della Seta", costruire un nuovo sistema di cooperazione internazionale.
La relazione del XIX Congresso ha stabilito che la Cina sostiene il sistema di commercio multilaterale, promuove la costruzione di zone economiche di libero scambio e quella di un modello di economia mondiale aperto. La Cina della nuova era promuoverà a trecentosessanta gradi l'iniziativa Belt and Road e i processi di liberalizzazione e semplificazione del commercio globale, nonché tutelerà lo sviluppo di un'economia mondiale aperta. Costruiremo, insieme a tutti i Paesi del mondo, una rete di interconnessioni ad ampia copertura e multi-livello, creeremo un sistema di relazioni internazionali equilibrato, basato sulle diversità e sulla cooperazione di mutualmente vantaggiosa; inoltre, promuoveremo la nascita e lo sviluppo del grande mercato degli investimenti e del commercio. Vogliamo la nascita di una piattaforma di cooperazione multilaterale diversificata, ricca di vitalità e fondata su solide basi; esploreremo un nuovo modello di governance economica globale che sia basato sul negoziato aperto, sulla costruzione congiunta e sulla condivisione e faremo sì che l'economia globale possa andare verso una direzione di sempre maggiore apertura, inclusione, diffusione, equità e mutuo vantaggio.

La nuova era della Cina rappresenta anche un'opportunità per il mondo intero. Attualmente, i rapporti di amicizia tra Italia e Cina e la cooperazione fattiva si trovano nel momento migliore della loro storia. Nel 2017, l'interscambio bilaterale tra Cina e Italia ha raggiunto 49,6 miliardi di dollari e la Cina è divenuta il paese in cui l'export italiano cresce più velocemente. Gli investimenti cinesi in Italia cumulativamente hanno raggiunto i 12,5 miliardi di dollari, l'Italia è divenuta una delle più importati destinazioni europee preferite dagli investitori cinesi. La cooperazione sino-italiana sotto l'egida del progetto Belt and Road ha registrato uno sviluppo fluido, il primo treno sulla linea ferroviaria Cina-Europa è arrivato con successo a Milano e la cooperazione portuale sta progredendo positivamente. Cina e Italia vantano un alto grado di complementarietà sia a livello settoriale che tecnologico e il livello di compatibilità tra la domanda di una parte e l'offerta dell'altra ha raggiunto il suo massimo storico. Nei prossimi cinque anni, la Cina importerà beni e servizi per un valore di 10 mila miliardi di dollari. Attività come la prima edizione della China International Import Expo che si terrà dal 5 al 10 novembre 2018, a Shanghai, diverranno nuove piattaforme per l'ingresso sul mercato cinese da parte dei molti produttori italiani che possono offrire prodotti di alta qualità. Nei prossimi cinque anni, la Cina attrarrà 600 miliardi di dollari di investimenti che verranno indirizzati in 12 settori principali sui quali vi sarà una maggiore apertura agli investimenti esteri, questo creerà nuove opportunità per le aziende italiane che vorranno entrare sul mercato cinese. I 12 settori interessati sono: manifattura di veicoli a uso speciale e a energia rinnovabile, design nautico, manutenzione di aeromobili a uso secondario e comune, logistica e trasporti marittimi internazionali, trasporti passeggeri su rotaia, distribuzione di carburanti, service provider per l'interconnessione sul web, call center, management nell'ambito dello spettacolo, settore bancario, settore delle obbligazioni e delle assicurazioni. Nei prossimi cinque anni, gli investimenti esteri della Cina raggiungeranno quota 750 miliardi di dollari. Sono molti i capitali cinesi di qualità che desiderano accedere al mercato italiano e contribuire a iniettare nuova linfa vitale per lo sviluppo dell'economia italiana. "I cancelli dell'apertura cinese non si chiuderanno, anzi, si apriranno sempre di più", per il futuro noi siamo pronti a unire le forze con l'Italia e a implementare concretamente il piano d'azione per la cooperazione economica bilaterale 2017-2020; nonché siamo pronti a cogliere al meglio le opportunità che l'iniziativa "Belt and Road" porta con sé, affinché la cooperazione bilaterale possa raggiungere un nuovo e più alto livello e possa apportare un contributo sempre maggiore allo sviluppo, alla ricchezza e al benessere dei popoli dei due paesi.

Dr. Xu Xiaofeng
Ministro Consigliere Economico Commerciale
dell'Ambasciata della Rep.Pop.Cinese in Italia

“Crisi Italia scontata, è solo una questione di tempo”

@ - Per rivedere l’Italia nel mezzo di una crisi finanziaria non è questione di se, ma di quando. E’ quanto sostiene un editoriale sull’agenzia Bloomberg, secondo cui l’Italia non è ancora in zona d’emergenza, ma gli investitori “si stanno posizionando per quello che viene considerata un’inevitabile riedizione dello scontro fra Bruxelles a Roma, che spinse i rendimenti sulle obbligazioni a 10 anni sopra il 3,5% in occasione della scorsa manovra.”.

In definitiva, l’Italia è vicina ad un nuovo aumento dello spread e a una nuova ondata di vendite dei titoli di Stato.

“Il deficit di bilancio sta deragliando fuori controllo, e a un certo punto Bruxelles dovrà intervenire per far fronte alla sempre più probabile violazione delle sue regole fiscali”
si legge nell’editoriale.

Le possibilità che l’Italia raggiunga il suo iniziale target di deficit per il 2019 pari a 2,04% – già rivisto al rialzo al 2,4% – appare a rischio.

L’Italia che devia così tanto dagli impegni potrebbe essere una questione “troppo grande per la Commissione Ue da mettere sotto il tappeto”. C’è poi la questione chiave del debito pubblico, “ogni ulteriore deterioramento causerà una grave costernazione a Bruxelles”, considerando che l’Italia è “too big to fail”.

Secondo l’autore dell’editoriale, il calo degli ordinativi industriali del 2,7% registrato a marzo non lascia spazi di ottimismo in merito a una ripresa economica italiana, a dispetto dell’aumento della produzione registrata negli ultimi due mesi.

I mercati sono alla finestra, guardano cosa accade con attenzione, prosegue Bloomberg. I fari sono puntati sui giudizi delle agenzie di rating, con S&P in arrivo il 27 aprile e Moody’s a settembre.

Dieci fatti sull'assistenza della Gran Bretagna al popolo yemenita a livello umanitario

@ - La crisi umanitaria in Yemen è il più grande al mondo, ha bisogno di più di 22 milioni di persone rappresentano il 75% della popolazione, l'assistenza umanitaria, ha fornito assistenza in Gran Bretagna per salvare milioni di yemeniti dal rischio di morire di fame e colera.
In ottobre, il Regno Unito ha fornito nuovi aiuti per diagnosticare, trattare e prevenire la malnutrizione nello Yemen in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione. L'aiuto ha un valore di 127,5 milioni di dollari per lo screening di 2,2 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni per qualsiasi sintomo di malnutrizione e per fornire un trattamento urgente a circa 70.000 bambini più vulnerabili.
La nuova assistenza di ottobre include cure per 3,2 milioni di bambini con malattie infantili, come polmonite, morbillo e vaiolo e 818.000 persone hanno accesso all'acqua pulita e all'igiene, contribuendo a prevenire la diffusione di malattie e anche aiutando 500.000 bambini a prevenire l'anemia Sostenendo la fornitura di integratori di ferro e acido folico dove circa il 90% dei bambini di età inferiore ai cinque anni soffre di anemia.
La Gran Bretagna ha aiutato a proteggere 450.000 uomini, donne e bambini yemeniti fornendo aiuti per la prima campagna di vaccinazione contro il colera.
La Gran Bretagna ha stanziato 200 milioni di dollari per soddisfare il fabbisogno alimentare immediato di 2,5 milioni di yemeniti, compresi i bambini a rischio di fame.
Il governo del Regno Unito ha stanziato 250 milioni di dollari in aiuti allo Yemen durante questo anno fiscale, rendendo il Regno Unito il terzo donatore umanitario in Yemen e il secondo donatore in risposta all'appello delle Nazioni Unite.
Il governo ha dato priorità a fornire assistenza salva-vita, compreso il sostegno alimentare, a 1,7 milioni di persone.
Nel passato anno fiscale, la Gran Bretagna ha fornito 75 milioni di dollari al Programma alimentare mondiale per sfamare milioni di persone.
$ 30 milioni sono stati forniti all'UNICEF, che includeva il sostegno per il trattamento di bambini gravemente malnutriti.
Le donne e le ragazze rappresentano un grande gruppo di vittime del conflitto, con la prevalenza della violenza di genere aumentata del 70% dall'inizio del conflitto in Yemen. La Gran Bretagna fornisce sostegno alimentare a donne in gravidanza e in allattamento, assistenza in denaro a donne vulnerabili sfollate e famiglie a capo famiglia per servizi di protezione.

Torino: due agenti aggrediti con una sbarra da un uomo che gridava "Allah akbar"

@ - A svelarlo il ministro degli Interni: "In questura ha insultato Mattarella e il sottoscritto". I poliziotti non sono gravi.

"A Torino un uomo, verosimilmente straniero, ha aggredito due poliziotti colpendoli con una sbarra di ferro mentre urlava 'Allah Akbar'. Portato in questura, ha gridato insulti contro il presidente Mattarella e il sottoscritto".

Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che aggiunge: "Uno dei poliziotti è stato ferito alla testa, l'altro alla mano. A loro vanno il nostro grazie e il nostro augurio di pronta guarigione: sto seguendo personalmente la vicenda. Nessuna tolleranza per balordi e violenti che attaccano le forze dell'ordine", conclude il ministro. Il fatto è accaduto in via Cuneo, all'altezza di alcuni capannoni usati da Esselunga come deposito.

Secondo una prima, sommaria ricostruzione, due agenti della squadra volanti erano stati chiamati in via Cuneo per allontanare dal retro del supermercato un senzatetto che aveva creato un giaciglio di fortuna e che stava dando problemi. Quando sono arrivati i poliziotti, l'uomo - un africano che non è ancora stato identificato - ha preso da terra una spranga di ferro e ha aggredito i due agenti, colpendoli più volte. Tra le altre cose avrebbe anche pronunciato la frase "Allah è grande". I poliziotti sono comunque riusciti bloccare l'immigrato. Poi sono stati accompagnati in ospedale ma le loro condizioni non sono preoccupanti. Per ora in questura sono molto cauti sulla pista terroristica. L'uomo appare un disadattato, forse su di giri. Il grido "Allah è grande" non sarebbe da collegare per ora a qualche progetto allarmante sotto il profilo della sicurezza.

Attacchi in Sri Lanka: nessuna rivendicazione ma un anniversario sospetto

@ - L'ultima battaglia tra indipendentisti Tamil e governo avvenne nel 2009 proprio in questo periodo dell'anno. Uno scenario complesso in una nazione in cui convivono nazionalismo e fondamentalismo.

KOLKATA - "Si prega di non propagare notizie non verificate e speculazioni”. È con questo avvertimento che il vicepresidente in carica dello Sri Lanka e il ministro della difesa hanno avviato i primi incontri per l’emergenza delle stragi nelle chiese e negli albergi della capitale Colombo e della città vicina.

Ma lo choc dei massacri durante le messe di Pasqua ha lasciato presto il posto all’inquietante domanda su chi possa aver ordito e organizzato una serie di attentati suicidi di questa dimensione, inedita non solo per lo Sri Lanka. Dal 2009 dopo l’ultima battaglia che avvenne pressappoco in questo periodo dell’anno (con una coincidenza sospetta) l’isola vive in relativa pace dopo 23 anni di massacri quotidiani, rastrellamenti, posti di blocco e regioni off limits durante la guerra civile per l’indipendenza del territorio reclamato dalle Tigri Tamil in nome dell’etnia del sud dell’India a maggioranza hindu ma di varie fedi inclusa la cristiana.

A pochi minuti dalla tragedia una fonte della polizia ha diffuso la notizia che c’era stata già una informazione riservata recente su possibili attacchi alle principali chiese dell’isola da parte di un gruppo islamico locale, il National Thowheeth Jama'ath (NTJ), già noto per aver distrutto delle immagini di Buddha negli anni passati. Ma la notizia è stata poi smentita da alcune fonti, una delle quali citata dalla tv araba Al Jazeera..

La pista islamica è stata la prima a rimbalzare tra le ipotesi sia per le modalità adottate anche in altri attacchi attribuiti a gruppi dell’estremismo sunnita, sia per un precedente che ancora vede rimbalzare le responsabilità tra il governo buddhista di Colombo e i sopravvissuti delle Tigri Tamil. Il 3 agosto del 1990 infatti un commando attaccò la moschea di Kattankudy, nel distretto tamil di Batticaloa uccidendo 147 fedeli.

Eppure le ipotesi possono essere molte in un contesto dove il nazionalismo e il fondamentalismo convivono come nella vicina Birmania e dentro lo stesso Sri Lanka, dai cui porti salparono le navi con le reliquie del Buddha che contribuirono alla conversione dell’intero sud est asiatico. Come il tristemente celebre Ma ba tha del monaco birmano U Wiratu che aizzò la popolazione buddhista contro i musulmani Rohingya, anche nell’ex isola di Ceylon esiste un gruppo della destra religiosa e intollerante capace di attaccare indistintamente cristiani o musulmani per difendere il dharma religioso contro ogni tentativo di conversione e ogni minaccia all’identità buddhista dell’isola. Il Bodu Bala Sena (BBS), detto anche Forza del potere buddista, è stato accusato di fomentare l’odio settario anche durante lo tsunami quando gran parte degli aiuti internazionali vennero dirottati verso le comunità della loro fede per la forte influenza ecclesiastica sul governo.

Ciò nonostante le varie comunità hanno vissuto qui più o meno pacificamente per questi ultimi dieci anni e l’economia stava riprendendosi bene fino all’arrivo di questo cataclisma emotivo peggiore dello stesso tsunami. Ognuna delle ipotesi sui responsabili trova argomenti a favore ed altri contro.

L’ipotesi di una strage di vendetta delle ex tigri tamil tornate in “cattività” è apparentemente debole per i target scelti. Uno sparuto gruppo di sopravvissuti a una strage senza lasciare feriti è attualmente fuori dalle carceri, pochi per organizzare un attacco ben superiore a quelli dei loro anni di guerra a Colombo, come il massacro di 600 poliziotti nel ’90 e quello dei 200 prigionieri cingalesi in mano ai tamil nel Campo Mulathivu nel ’96.

Se nelle prossime ore prenderà piede la pista islamica il segnale potrebbe essere allarmante, considerando che recentemente le forze di sicurezza cingalesi hanno più volte segnalato un massiccio espatrio di possibili militanti IS verso la Turchia e la Siria. Lo stesso Stato islamico potrebbe vantarsi di aver commissionato l’azione, lasciando aperta l’ipotesi che un gruppo panasiatico di militanti anche suicidi siano ormai distribuit in diversi paesi asiatici spingendo a est la guerra persa in medio oriente. Per ora, per restare alle notizie ufficiali, sappiamo solo che il ministro della Difesa Ruwan Wijewardene ha descritto gli attacchi come "un incidente terroristico".

C’è solo un ultimo dettaglio che nemmeno le agenzie di stampa sembrano aver rivelato. Forse solo una coincidenza. Ma il 21 aprile di esattamente dieci anni fa decine di civili tamil, se non centinaia come dicono le organizzazioni umanitarie, vennero massacrati dall’esercito cingalese nelle province dell’est lungo la costa dove si nascondevano le ultime “Tigri dell’Eelam”. La fase finale della guerra durò meno di un mese. Ma nessuno ha mai conosciuto ancora l’entità dei massacri commessi e le inchieste internazionali si sono sempre arenate.

Libia, raid aerei di Haftar su Tripoli e dintorni

@ - Lo rende noto su Twitter il portale libico The Libya Observer: non risultano vittime al momento.
La scorsa notte l’aviazione del generale Khalifa Haftar ha compiuto raid aerei su Tripoli e dintorni «causando panico tra gli abitanti». Lo rende noto su Twitter il portale libico The Libya Observer aggiungendo che non risultano vittime al momento. Ieri le forze fedeli al governo di accordo nazionale hanno lanciato una controffensiva a sud e a est di Tripoli accerchiando, secondo fonti militari, le forze dell’uomo forte della Cirenaica nelle aree di Wadi Rabie, a una trentina di chilometri a est di Tripoli, e Suani Beni Adem, a circa 25 chilometri a sud ovest della capitale.

Il governo presieduto da Fayez al-Sarraj ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza dell’Onu per chiedere l’apertura di una inchiesta «che ristabilisca la verità dei fatti sulle violazioni perpetrate dalle forze del generale Khalifa Haftar». Tra queste si segnalano nella missiva «l’uccisione e il trasferimento forzato di civili, l’utilizzo di minori nei combattimenti e di armi pesanti e missili contro quartieri ad alta densità abitativa». Il governo segnala poi che lo stesso portavoce delle milizie di Haftar ha ammesso la partecipazione di aerei appartenenti a Stati terzi, definiti «amici» nei raid compiuti su Tripoli e dintorni, e che considera questo «una flagrante aggressione alla sovranità della Libia e una palese partecipazione esterna alle considerevoli violazioni perpetrate». «In questo contesto - aggiunge - riteniamo totalmente responsabili gli Stati che hanno contribuito a queste aggressioni e chiediamo alla commissione di ristabilire la verità dei fatti e al comitato per le sanzioni di tenere conto di queste violazioni alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza», nella convinzione - conclude - «che Haftar, le sue milizie e quelli che li sostengono commettano crimini di guerra e violazioni dei diritti umani stabiliti a livello internazionale».

Papa Francesco demolito da Ratzinger sull'immigrazione: il documento svelato da Alessandro Meluzzi

@ - Un tweet in cui, nel giorno di Pasqua, Papa Francesco non viene neppure nominato. Ma il riferimento è evidente, in modo lampante. Il tweet è quello consegnato alla rete da Alessandro Meluzzi, le cui posizioni sono assai differenti rispetto a quelle del Pontefice. E nel cinguettio si vedono Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E vengono riportate due loro frasi. Quella del primo: "Il diritto primario dell'uomo è vivere nella propria patria". Del secondo: "Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare". Due prese di posizione distanti anni luce da quelle di Papa Francesco, sostenitore dell'immigrazione e della possibilità di circolare ovunque si voglia. Insomma, il riferimento e la critica di Meluzzi sono evidenti.

Gilet gialli, scontri a Parigi. Ira contro la maxicolletta per Notre Dame

@ - La città a ferro e fuoco: incendiati decine di cassonetti e scooter. Gli slogan: "Milioni per la cattedrale, e i poveri?". Gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti e liquido colorato per identificarli.
Nuovi scontri a Parigi in occasione della protesta dei gilet gialli che sfilano per la prima volta dopo l'incendio che ha devastato Notre Dame. Gruppi di black bloc non hanno esitato a bruciare, anche stavolta, decine di cassonetti e scooter, lungo il percorso del corteo. Al centro della rivolta di oggi proprio la maxicolletta in favore della ricostruzione della cattedrale. "Milioni per Notre-Dame, e i poveri?" si legge su alcuni cartelli. E ancora: "Notre-Dame non siamo noi". 
Le tensioni con le forze dell'ordine sono esplose sul boulevard Richard Lenoir, non lontano dalla Bastiglia, continuando a Place de la Republique dove sono state spaccate vetrine e saccheggiati negozi: gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e granate assordanti agli atti vandalici e al lancio di oggetti. Ma fino al tardo pomeriggio non erano ancora riusciti a disperdere i manifestanti. 
In piazza camion con idranti a getto di liquido colorante (blu) per identificare successivamente le persone coinvolte nei disordini. Aria irrespirabile in tutto il quartiere a causa del fumo generato dalla combustione e dei gas tossici.

Nel pomeriggio erano già 189 le persone fermate. Ampio dispiegamento di polizia in tutta la Francia: sono 60mila le unità impegnate, 5mila solo a Parigi. 

Sri Lanka, sei esplosioni in chiese e hotel: 156 morti, 35 sono stranieri

@ - Gli ordigni sono esplosi durante le celebrazioni di Pasqua, centinaia anche i feriti. Presi di mira anche gli hotel frequentati da turisti. Nessuna rivendicazione, il primo ministro convoca il Consiglio di sicurezza. La Farnesina: "In corso verifiche".

COLOMBO - Una serie di esplosioni simultanee si è verificata in tre hotel di lusso e tre chiese durante le celebrazioni di Pasqua in Sri Lanka, causando morti e feriti, tra questi 35 stranieri. Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento, al momento la polizia locale parla di 156 morti e circa 500 feriti. Dal ministero degli Esteri italiani confermano che "L'unità di crisi della Farnesina e l'ambasciata italiana a Colombo sono al lavoro per effettuare verifiche sugli attacchi in Sri Lanka". In un tweet la Farnesina ha anche messo a disposizione un numero per segnalazioni: 0039 06 36225.

Una delle chiese colpite dall'esplosione è Sant'Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Sono stati sicuramente colpiti anche lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo, dove l'esplosione ha devastato il ristorante al piano terra. Per ora, fonti ufficiali hanno parlato di 35 stranieri deceduti e tra questi fonti ospedaliere di Colombo parlano di cittadini americani, britannici e olandesi, alcuni dei quali "feriti in condizioni critiche".

Secondo le prime informazioni almeno 45 persone sono state uccise a Colombo, nei tre hotel e una chiesa. Altre 67 vittime si contano nella chiesa nel Negombo, a nord della capitale, e almeno 25 persone sono morte nella chiesa di Batticaloa, a est del Paese. Le autorità riferiscono che almeno due esplosioni sarebbero state opera di attentatori suicidi.

Una delle chiese colpite dall'esplosione è Sant'Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Sono stati sicuramente colpiti anche lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo, dove l'esplosione ha devastato il ristorante al piano terra. Per ora, fonti ufficiali hanno parlato di 35 stranieri deceduti e tra questi fonti ospedaliere di Colombo parlano di cittadini americani, britannici e olandesi, alcuni dei quali "feriti in condizioni critiche".

Pasqua di sangue in Sri Lanka: bombe in chiese e hotel. "Una strage"

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Secondo le prime informazioni almeno 45 persone sono state uccise a Colombo, nei tre hotel e una chiesa. Altre 67 vittime si contano nella chiesa nel Negombo, a nord della capitale, e almeno 25 persone sono morte nella chiesa di Batticaloa, a est del Paese. Le autorità riferiscono che almeno due esplosioni sarebbero state opera di attentatori suicidi.

Pasqua di sangue in Sri Lanka: l'interno della chiesa di Sant'Antonio poco dopo l'esplosione

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IL MINISTRO DELL'ECONOMIA: "MORTI ANCHE STRANIERI"
"Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri". Lo scrive su Twitter il ministro dello Sri Lanka per le Riforme economiche Harsha de Silva, che ha visitato alcuni dei luoghi attaccati con esplosioni simultanee. "Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. (...) Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite", ha aggiunto il ministro.


Sec Defence and I am at Kochchikade church. Also was at ShangriLa n Kingsbury. PM is on his way from Bentota. Emergency meeting called in a few minutes. Rescue operations underway. Please stay calm and indoors. Many casualties including foreigners.

Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha convocato il Consiglio di sicurezza e ha parlato di "attacchi vigliacchi". "Condanno fermamente gli attacchi vigliacchi contro la nostra gente", ha scritto in un tweet dal suo account. "Invito tutti i cittadini dello Sri Lanka in questo tragico momento a rimanere uniti e forti. Il governo sta prendendo provvedimenti immediati per contenere questa situazione". Il presidente Maithripala Sirisena ha parlato alla nazione e invitato alla calma. Ha rassicurato che tutte "le forze di polizia" sono sul campo per prevenire ulteriori attacchi e trovare i responsabili.


I strongly condemn the cowardly attacks on our people today. I call upon all Sri Lankans during this tragic time to remain united and strong. Please avoid propagating unverified reports and speculation. The government is taking immediate steps to contain this situation.

Gli attacchi riportano il Paese al periodo di violenze che ha caratterizzato lo Sri Lanka fino al 2009. La grande isola dell'Oceano indiano conta 21 milioni di abitanti e fino a 10 anni fa aveva fatto i conti con la guerra civile all'origine della quale c'erano contrasti etnici e religiosi e che aveva visto soprattutto il governo opporsi ai separatisti delle Tigri Tamil. Nel Paese si trovano infatti cattolici, divisi tra maggioranza cingalese e minoranza Tamil, in tutto il 7,5 5 della popolazione, buddisti (oltre il 70%), hindu (12%) e musulmani (10%).

Anche di recente le tensioni avevano riguardato tutti i gruppi religiosi: i cristiani avevano parlato di crescenti intimidazioni da parte di monaci buddisti estremisti; l'anno scorso c'erano stati scontri tra la maggioranza dei buddisti cingalesi e la minoranza di musulmani con alcuni estremisti buddisti che accusavano i musulmani di conversioni forzate all'Islam. Proprio per questo il ministro dell'Economia De Silva ha chiesto ai suoi connazionali "Di non fare congetture sui responsabili degli attacchi".

Gli attentati infatti non sono ancora stati rivendicati, ma l'11 aprile scorso, il capo della polizia, Pujuth Jayasundara, aveva fatto diramare un allarme dell'intelligence ai più alti ufficiali, dichiarando che alcuni kamikaze pianificavano di colpire delle "chiese importanti". "Un'agenzia di intelligence straniera ha riferito che l'NTJ (National Thowheeth Jama'ath) sta pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese di spicco come pure l'alta commissione indiana a Colombo", si legge nel messaggio. L'NTJ è un gruppo radicale musulmano in Sri Lanka, legato alla vandalizzazione delle statue buddiste.

I governi britannico e tedesco hanno diramato comunicati per condannare gli attacchi nello Sri Lanka ed esprimere la propria vicinanza al governo del Paese.

sabato 20 aprile 2019

«Portami a Firenze», il tassista si rifiuta e il passeggero gli spara

@ - Ha chiesto a un tassista di essere portato a Firenze e al suo rifiuto gli ha sparato a una mano. Il cinese, 40 anni, è stato arrestato poco dopo dalla polizia per tentato omicidio, detenzione di armi e violenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

È successo nel pomeriggio in zona Prenestina a Roma. Il tassista è stato portato all'ospedale Vannini dove ha avuto trenta giorni di prognosi. L'uomo arrestato era già noto alle forze dell'ordine.

Il conducente del taxi ha raccontato di aver preso un cliente in via Zenodossio, in zona Casilina. Una volta a bordo l'uomo, un cittadino cinese, gli ha chiesto: «Mi porti a Firenze». A un suo rifiuto avrebbe sparato. Il cittadino cinese è stato rintracciato dai poliziotti del commissariato Prenestino. Sono in corso indagini.

Le milizie civili al confine col Messico sono sempre più aggressive

@ - Dicono di voler aiutare la polizia di frontiera a gestire l'arrivo dei migranti, ma sempre più spesso sembrano volersi sostituire alle autorità.

Negli ultimi giorni i giornali statunitensi sono tornati a parlare delle milizie civili che pattugliano il confine meridionale degli Stati Uniti, quello con il Messico. Le milizie civili – spesso armate e con un’organizzazione militare – non sono un fenomeno nuovo, ma negli ultimi mesi le loro attività si sono intensificate con il crescere del numero di migranti che provano ad attraversare il confine. Pur non avendone il diritto, sembra che stiano di fatto anche cominciando ad arrestare persone, famiglie e gruppi di migranti lungo il confine, facendo molto preoccupare le autorità e i gruppi che si occupano di diritti civili.

Uno degli episodi più discussi di questa settimana è mostrato in un video pubblicato su Facebook da uno di questi gruppi che pattugliano il confine, che si fa chiamare United Constitutional Patriots, tra i più attivi degli ultimi mesi. Il video è stato girato di notte vicino alla città di Sunland Park, in New Mexico, e mostra decine di persone, migranti da poco arrivati dal Sud America, seduti a terra nel buio, sorvegliati dai miliziani che li illuminano con torce elettriche nell’attesa dell’arrivo degli agenti del Border Patrol, la polizia di frontiera degli Stati Uniti. Durante il video, prima dell’arrivo della polizia, si sente la donna che lo sta registrando che dice a qualcuno di “non puntare la pistola” verso i migranti, tra cui ci sono tantissime donne e bambini anche molto piccoli.

Questo dettaglio ha mostrato come le tattiche usate dalle milizie di frontiera si siano fatte sempre più aggressive e comportino anche l’uso di armi, che di fatto rendono molto labile il confine tra un semplice lavoro di sorveglianza e uno di polizia. I miliziani, infatti, non sono legalmente autorizzati ad arrestare nessuno, ma devono limitarsi a dare ordini verbali e avvisare la polizia. Un portavoce di United Constitutional Patriots, Jim Benvie, ha spiegato al New York Times che i membri del gruppo non sono autorizzati a portare fucili e mitragliatori durante le operazioni di pattugliamento del confine, ma che spesso hanno con loro pistole di altro tipo. Le immagini promozionali di United Constitutional Patriots mostrano tuttavia persone in divise mimetiche e pesantemente armate e tra di loro, ha detto Benvie, ci sono molti con esperienza nell’esercito e nella polizia. Sulla loro pagina Facebook ci sono decine di video dei loro interventi sul confine.

La governatrice del New Mexico Michelle Lujan Grisham, del Partito Democratico, ha definito «assolutamente inaccettabile» il fatto che famiglie di migranti possano subire minacce o abusi una volta arrivate negli Stati Uniti; mentre il procuratore generale dello stato ha detto che «queste persone non dovrebbero provare ad esercitare un’autorità riservata alle forze dell’ordine».

Nel video pubblicato su Facebook si vede che i miliziani aspettano con i migranti fino all’arrivo della polizia, che poi si occupa di portarli nei centri di identificazione e detenzione. Benvie ha detto che il suo gruppo si limita a questo e che se qualcuno dei migranti vuole andarsene dopo essere stato fermato dai miliziani è libero di farlo. Un portavoce del Border Patrol non ha voluto commentare il video girato negli ultimi giorni da United Constitutional Patriots, ma ha detto che «non appoggia» le attività di gruppi del genere.

Negli ultimi mesi il numero di persone che entrano negli Stati Uniti attraversando il confine con il Messico è cresciuto moltissimo e solo a marzo si stima che siano arrivate circa 92.000 persone, provenienti da tutto il Sud America. L’arrivo dei migranti sta causando non pochi problemi alle forze di polizia, spesso a corto di uomini, mezzi e strutture, ma anche ai sindaci delle città di confine, che spesso si trovano a dover offrire accoglienza temporanea a centinaia di persone. Molte delle persone che arrivano negli Stati Uniti dal Messico hanno diritto di chiedere asilo politico e non cercano quindi di scappare dalle autorità: di solito si consegnano volontariamente alla polizia di frontiera quando la incontrano.